Dic
11th

L’eredità di Pinochet

Sotto la categoria: NOTIZIE | Scritto da Czar Letture: 345
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PinochetSi spegne oggi, all’età di 91 anni Augusto Pinochet.
L’ex dittatore era stato colpito da infarto lo scorso 3 dicembre.
La notizia è che, anche dopo la sua morte, Pinochet riesce a spaccare e a creare tensione nel suo Paese. infatti si è creata una situazione irreale.. Attorno all’ospedale militare una folla di supporter che considerano e hanno sempre considerato il dittatore come colui che aveva ha il Cile, contrapposta ai moltissimi che a maggior ragione oggi, ritengono la morte di Pinochet la “liberazione” definitiva.

Certo, […]

 

[…] non è mai corretto gioire della morte di qualcuno, ma in alcune occasioni è quantomeno lecito non rattristarsene. Pinochet era stato scelto e nominato dallo stesso presidente Allende che lo considerava un “militare tutto d’un pezzo”. un rapporto che si spezzò l’11 settembre del 1973, quando pinochet, con uno dei colpi di stato più violenti della storia, assunse la carica di presidente della repubblica.
Lungi da me, l’idea di difendere un personaggio macchiatosi in maniera indelebile dei crimini più deprecabili, ma il caso fa riflettere… insomma parliamo di un uomo che nel lasso di tempo di 3 anni ha fatto arrestare quasi 130 000 individui, di un personaggio che è riuscito ad estirpare definitivamente ogni parvenza di democraticità in uno stato come il Cile. Eh si perchè fino a quel momento lo Stato sudamericano, al contrario dei suoi vicini, rappresentava una mosca bianca. Esperienze liberali, solido spirito democratico e una casta militare per niente influente. Ci voleva un uomo spietato e Pinochet lo è stato. Una continua repressione, unico modo per legittimare la sua tirannia.
Pinochet se ne va e si lascia dietro una scia di migliaia di morti, di “scomparsi“, di dibattiti… Un uomo che verrà ricordato per le nefandezze, per aver distrutto e mai costruito, per aver congelato la crescita economica, culturale e sociale di un Paese per quasi un ventennio.
Ancora oggi nel giorno della sua morte c’è chi inneggia a lui, rimpiangendo gli “antichi splendori” e chi, per difendere la sua memoria, si scaglia sui giornalisti rei di aver documentato la decadenza del dittatore. E poi ci sono quelli che piangono un caro ed anche quelli che non possono nemmeno piangerlo pregando sulla sua tomba, perchè il carnefice non ha avuto nemmeno il gusto di restituirglielo. C’è chi è stato torturato ed oggi s’è sentito finalmente libero, perchè a volte la fonte del male non può essere solamente neutralizzata, ma dev’essere estirpata.
Questa è l’eredità di pinochet… Da una parte alcuni colpevoli fedelissimi e i suoi familiari che piangono al suo capezzale… Ma dall’altra ci sono i capannelli, i festeggiamenti, i brindisi dei cileni che si sentono definitivamente sollevati da un peso e da oggi potranno lavorare per cancellare un’onta che ha macchiato la loro patria per anni. Non è giusto discutere di etica in questi casi, il dato certo è che non si può condannare nessuno.


 


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Tag di questo articolo: 11 settembre, allende, anni, augusto pinochet, dittatore, folla, infarto, lasso, lungi, ospedale militare, repubblica, tempo

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