I prezzi delle aziende di telefonia mobile per le chiamate e gli sms, da e per l’estero, sono troppo alti.
A ribadirlo, la commissaria europea alle Telecomunicazioni, Viviane Reding, che ha annunciato che entro il 1° luglio gli operatori dovranno abbassarli, portandoli allo stesso livello di quelli nazionali, pur con un sovrapprezzo minimo per l’uso di reti estere.
‘Inviare un sms o scaricare dati in un altro paese non deve essere sostanzialmente più caro che nel mercato interno’, ha detto Reding a Barcellona, dove partecipa al congresso mondiale di telefonia mobile (Mwc); ‘carichi per le operazioni al dettaglio all’ […]
[…] estero - ha insistito - devono essere giustificate da costi addizionali sostenuti dagli operatori o devono sparire.
È infatti inaccettabile che gli operatori di telefonia mobile recuperino profitti fino a 20 volte maggiori’.I numeri, del resto parlano chiaro. Attualmente per un cittadino europeo inviare un Sms all’interno del proprio Paese costa tra i 5 e i 10 centesimi, ma inviarlo dall’estero gli costa in media 20 centesimi, con punte anche di oltre 50 centesimi.
‘Questo significa - ha sottolineato il commissario Ue - che all’estero un Sms può costare tra 3 e 25 volte di più‘. Sul fronte della trasmissione dati, scaricare 1 megabyte attraverso il telefonino all’estero costo tra i 5,24 euro, con punte fino a 11 euro, contro gli 1 o 2 centesimi della tariffa nazionale.
Per questo, dopo una riunione con i massimi responsabili degli operatori spagnoli, la commissaria ha comunicato che la Commissione si prepara a pubblicare la lista dei prezzi congrui e che se le aziende non si adegueranno saranno presi dei provvedimenti. Perchè, secondo Reding, collegamenti a internet o sms meno cari per chi si muove in Europa sono il passaggio che ‘manca per passare da Internet nel computer a Internet nel telefonino’.
Sensibilizzare cittadini sul 112, numero d’emergenza unificato per l’Europa. E’ l’altro intervento volto all’armonizzazione delle abitudini dei cittadini europei avanzato dalla DG Telecomunicazioni. Intervento quantomai necessario visto che solo il 22% dei cittadini dell’Unione europea è in grado di identificare spontaneamente il 112 come numero unico da chiamare per contattare i servizi di emergenza da qualunque località dell’Ue, come rivela un recente sondaggio Eurobarometro condotto in tutta l’Unione europea.
Secondo la Commissione europea, le autorità nazionali devono ancora fare molto per migliorare l’informazione dei cittadini sul numero unico d’emergenza, entrato in vigore nel 2003 con la normativa comunitaria in materia di telecomunicazioni. Finora, 26 dei 27 Stati membri si sono attivati per consentire ai cittadini di chiamare il 112 dai telefoni fissi e mobili.
In risposta a una richiesta formulata dal Parlamento europeo nel settembre 2007, la Commissione ha deciso di approfittare della data odierna, l’11 febbraio (11/2), per promuovere un’iniziativa di sensibilizzazione sul 112.
“Un numero di emergenza che funzioni effettivamente in tutta l’Unione europea è uno strumento essenziale per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Soprattutto per chi viaggia, la sicurezza in situazioni di emergenza è l’altra faccia della medaglia del mercato unico e delle libertà che questo offre. I cittadini devono avere la possibilità di chiamare lo stesso numero di emergenza in qualunque luogo si trovino od ovunque siano in viaggio in Europa”, ha affermato Viviane Reding, commissario europeo per le telecomunicazioni.
“Invito pertanto tutti gli Stati membri - conclude il commissario - a proseguire i loro sforzi per rendere il 112 un servizio totalmente affidabile in tutta Europa e a partecipare a una campagna attiva di promozione del 112″.
Per assicurare l’effettiva attuazione del 112, la Commissione ha finora avviato procedimenti di infrazione contro 7 Stati membri per l’indisponibilità di informazioni sulla localizzazione del chiamante: Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, e in Italia, dove il 112 corrisponde al numero dei carabinieri.
Proprio su questo punto, la settimana scorsa l’Italia è stata messa in mora dalla Commissione Ue, che ha sollevato un procedimento presso la Corte europea di Giustizia. L’Esecutivo Ue ha proposto un ricorso per inadempimento, chiedendo una condanna in quanto le chiamate al 112 nella Penisola non consentono la localizzazione immediata dell’utente, non permettendo cosí l’intervento tempestivo da parte delle forze dell’ordine.
da www.noipress.it
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