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Copyright, arriva la prima retata online

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Valeren
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Tapp, ricordati di me - sono il tuo complice! icon_biggrin.gif
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[...]
omissis totale...era un post esagerato.. icon_wink.gif
tmaxv6
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Rimanere informati sull'evoluzione.
P2P: l'operazione della GdF
Si tenta di identificare gli utenti che più di altri si sono distinti per scambio di musica e video. Un'impresa titanica che fa i conti con l'impossibilità di perseguire penalmente gli utenti come propone la legge

03/06/03 - News - Roma - La prima operazione contro il P2P in Italia scattata la scorsa settimana è stata confermata dal maresciallo del Nucleo Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, Davide D'Agostino. L'operazione dovrebbe concludersi con la denuncia di migliaia di utenti che verranno accusati di violazione del diritto d'autore, così come inteso dalle vigenti leggi e dall'EUCD, la direttiva comunitaria che sta raccogliendo critiche a destra e a manca.
Alla notizia trapelata senza troppi dettagli la settimana scorsa ora vengono aggiunti vari elementi. Lo stesso maresciallo D'Agostino riconosce che, seppure secondo la legge può essere incriminato penalmente chiunque scambia anche un solo file MP3 coperto da copyright "in pratica, quelli che si scambiano musica on line sono troppi. Alla fine sarà impossibile perseguirli".

Non è detto dunque che l'indagine su 3mila indirizzi IP si trasformi automaticamente in altrettanti indagati, occorre infatti identificare gli utenti che hanno commesso il fatto.

Dall'intervista rilasciata dal maresciallo della Guardia di Finanza a Repubblica.it si capisce però che l'indagine non riguarda i pesci piccoli: "Stiamo facendo riferimento a unità di grandezza decisamente diversa", facendo intendere che si sta tentando di rintracciare chi ha scaricato e scambiato grandi quantità di file musicali e video. Viene anche confermato che tutti gli utenti dei sistemi di P2P (Kazaa, Morpheus ecc.) sono rintracciabili e sarebbe addirittura possibile conoscere il loro comportamento negli ultimi due anni.
L'intervista di Repubblica.it al maresciallo D'Agostino è disponibile qui.
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Valeren
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tmaxv6 ha scritto:
Viene anche confermato che tutti gli utenti dei sistemi di P2P (Kazaa, Morpheus ecc.) sono rintracciabili e sarebbe addirittura possibile conoscere il loro comportamento negli ultimi due anni.

Vorrei essere tra gli indagati, ho perso i miei bookmarks e magari loro mi saprebbero dire che siti ho visitato!
Dove ci si può costituire?
tmaxv6
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Comando Compagnia Pronto Impiego di Milano (via Medici del Vascello 36) Prova qui!!!!!!!
Killout
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Citazione:
Viene anche confermato che tutti gli utenti dei sistemi di P2P (Kazaa, Morpheus ecc.) sono rintracciabili e sarebbe addirittura possibile conoscere il loro comportamento negli ultimi due anni.


Sarebbe possibile...se fosse considerato normale chiedere ad un provider vita, morte e miracoli di tutti i propri utenti.-....mah...
a 'sto punto tiriamo giu' pure noi qualche cifra tanto per.....

~15000 utenti scaricano con fastweb
~250000 utenti con le altre dsl (tiscali tin libero etc etc..)
~1000000 di persone in Italia scaricano mp3

tutti questi utenti hanno piu di 50 mp3.......aaaaarghhhh!!!!

Allargate le galere...frotte di downloaderz stanno per essere ingabbiati.....
tmaxv6
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Io non ingabbierei nessuno se fossi nelle Maior creerei dei server opennap o acquisterei quelli esistenti li regolarizzerei dal punto diritti autore facendo pagare 1\2 cent a mp3 e 5\6 per avi.
Immaginiamo gli incassi giornalieri altre i 6 zeri.
Messa li terra terra come ipotesi.
ildago
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Se mi spieghi il 5/6 ti do pure ragione! icon_razz.gif icon_biggrin.gif

comunque....non sono io quel D'Agostino! icon_razz.gif icon_biggrin.gif
tmaxv6
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scusa non ho ripetuto centesimi
@-randa-@
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beh.. se devo pagare voglio almeno un ftp che vada a 600KB costanti!! icon_twisted.gif
pago e devo pure farmi la coda?!?! icon_rolleyes.gif
tmaxv6
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Questo è poco ma sicuro tanto più scaricheresti più pagheresti
filo_2k
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http://www.theregister.co.uk/content/6/31011.html
tmaxv6
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é la traduzione in inglese di quello che si può leggere su punto informatico.
tmaxv6
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3/6/2003. Allarme falso di Buongiorno.it, bufala di Repubblica
Buongiorno.it mi ha confermato la sua estraneità al messaggio che si spaccia per una edizione del loro notiziario NewMedia e lancia un allarme a proposito di Google che "spia i propri visitatori" e della "presenza di virus informatici nel famoso motore di ricerca". Il messaggio è un falso e dice solo scemenze. Ignoratelo.

Nel frattempo, ho scoperto che la notizia della "retata" fra gli utenti dei circuiti di scambio peer-to-peer lanciata da Repubblica.it è una bufala. Ho parlato direttamente con il capitano della GdF che coordina l'indagine, che mi ha confermato che gli utenti peer-to-peer non c'entrano assolutamente. E' già uscito un mio articoletto in proposito su The Register:

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e domani ne uscirà uno in italiano su Apogeonline.

Così domani uno se lo legge in italiano se non sa l'inglese.
DAIKA
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filo_2k ha scritto:
http://www.theregister.co.uk/content/6/31011.html

L'ho capito ed era chiarissimo ma non ho voglia di tradurvelo.Il concetto è il seguente :niente panico sono tutte grandi cazzate.
alessio
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Ciao a tutti,

stavo per postare qualcosa riguardo alla retata e ai possibili impatti sui server interni P2P ma la cosa mi sembra ormai superata. Meglio cosi! icon_smile.gif

Nell'articolo ci sono anche interessanti riferimenti per coloro che cercavano un po' di info per le questoni legali.

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Saluti icon_smile.gif
Alessio
maxy
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E nonostante tutto, sulla versione online di quel quotidiano, ancora ieri si continuava a parlare nei termini che conosciamo....ecco trovato uno dei pochi difetti della rete: il numero dei giornalai è aumentato a dismisura,a causa delle versioni online dei quotidiani.... icon_mad.gif icon_mad.gif
maxy
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Gustosissimo, tra l'altro, il modo in cui veniamo considerati all'estero:

The usual cries of "Fascist regime" are spreading in Italian newsgroups, fuelled by the recent approval of the Italian version of the controversial EUCD (EU Copyright Directive), which Repubblica.it alleges is the legal basis for this spectacular crackdown. In keeping with local tradition, several politicians have tried to grab the limelight by loudly denouncing this legal monstrosity, forgetting alas that they are the ones who did precious little to stop it before it was approved.

They also forgot to check their facts before spewing their higher-than-average dose of hot air. The entire Repubblica.it story is, in fact, simply false. So, talian Reg readers, don't panic.

E bellissima l'affermazione, senza peli sulla lingua, che il quotidiano che ben conosciamo, ha tirato una patacca che farebbe impallidire pure il peggior rigattiere di Porta Portese:

The entire Repubblica.it story is, in fact, simply false.

ahahahahahaha...fantastico.....
tmaxv6
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Guardia di Finanza di Milano citata da Repubblica.it e chiedere chiarimenti. Che è quello che ho fatto anch'io, parlando con il capitano Mario Piccinni, comandante della Compagnia in questione.

Ne sarebbe emerso un quadro ben diverso: Piccinni mi ha chiarito che lungi dall'inseguire l'impossibile ambizione di snidare e denunciare i milioni di utenti italiani dei circuiti peer-to-peer, si tratta di un'operazione mirata a stroncare un caso in cui un gruppo specifico di utenti, facenti capo a uno o più siti italiani, produceva e vendeva CD contenenti ogni sorta di materiale piratato: musica, film e software, per un valore stimato in cento milioni di euro l'anno. La Finanza, sia ben chiaro, non sta andando a caccia del ragazzino che si scarica l'ultimo indecifrabile rap di Eminem (un delitto con castigo incorporato, a mio parere, ma i gusti son gusti).

L'unico legame con i circuiti di scambio è che i membri del gruppo (persone comuni, non criminali full-time, donde la definizione di "casalinghi") attingevano a questi circuiti per procurarsi il materiale da smerciare. Tutto qui. Rilette in quest'ottica, molte delle frasi sconnesse dell'articolo hanno improvvisamente senso, e come ribadito esplicitamente dal capitano Piccinni, la "retata" non c'entra niente né con il file sharing, né con i newsgroup, né tanto meno col peer-to-peer.

Visto il panico suscitato in Rete dall'articolo di Repubblica, la Guardia di Finanza emetterà a breve un comunicato stampa per chiarire ulteriormente il concetto. Piccinni me ne ha anticipato telefonicamente alcuni dettagli, fra i quali spicca il fatto che l'indagine va avanti da settembre 2002, per cui è evidente che non è nata sulla base della nuova legge sul diritto d'autore, come invece affermato da Repubblica.it. I politici che si sono avventati sulla notizia per criticare la nuova legge hanno dunque parlato senza conoscere i fatti.



Sonni tranquilli. Ma non troppo

I milioni di utenti dei circuiti come Kazaa e WinMx possono dunque stare tranquilli: non è in atto alcuna persecuzione contro di loro. Non è il caso di precipitarsi nella camera dei figli e cancellare dal loro computer ogni file dall'aria vagamente musicale: una retata fra gli utenti è materialmente impraticabile, oltre che futile. Lo ammette persino la Guardia di Finanza in un altro articolo un po' meno delirante di Repubblica.it: "..in teoria, possono rispondere penalmente tutti gli utenti che si scambiano una canzone scaricata da Internet" ma "in pratica, quelli che si scambiano musica online sono troppi. Alla fine sarà impossibile perseguirli".

Naturalmente questo non toglie che scambiare file tutelati dal diritto d'autore senza il consenso dell'autore è illegale (forse non immorale, ma certamente illegale). Ma dichiarare semplicisticamente "Scaricare musica e film è un reato", come ha titolato Repubblica, è disinformazione irresponsabile. Qualcuno, fra l'altro, ricorderà che nel 2000 la BSA si prese una condanna per pubblicità ingannevole per uno slogan molto simile ("copiare software è reato") e altrettanto scorretto.

Amici giornalisti non informatici, cerchiamo di capirci una volta per tutte. Scaricare musica e film è un reato se, e soltanto se, l'autore (o chi ne detiene i diritti) non ha dato il proprio consenso. Ma ci sono autori che lo danno, e in tal caso non è reato. Per esempio: scaricare una canzone di Eros Ramazzotti senza il suo consenso è un reato. Scaricare il trailer di Matrix Reloaded no, perché gli autori hanno indicato esplicitamente che la sua distribuzione è libera. Per lo stesso motivo, scaricare Microsoft Windows da un circuito peer-to-peer è un reato; scaricare Linux no. E' abbastanza chiaro, o serve un disegno esplicativo?

Per favore, la prossima volta pensate un attimo a quello che scrivete, prima di far venire inutilmente il coccolone a mezza Italia.



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Wed Dec 03, 2008 12:17 am
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